diario di un fannullone

11 aprile 2008

Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.

Archiviato in: il giovane Holden — nicola @ 10:42 pm

Odio gli indifferenti. Credo come Federico Hebbel che “vivere vuol dire essere partigiani” (1). Non possono esistere i solamente uomini, gli estranei alla città. Chi vive veramente non può non essere cittadino, e parteggiare. Indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita. Perciò odio gli indifferenti.
L’indifferenza è il peso morto della storia. E’ la palla di piombo per il novatore, è la materia inerte in cui affogano spesso gli entusiasmi più splendenti, è la palude che recinge la vecchia città e la difende meglio delle mura più salde, meglio dei petti dei suoi guerrieri, perché inghiottisce nei suoi gorghi limosi gli assalitori, e li decima e li scora e qualche volta li fa desistere dall’impresa eroica.

(continua…)

29 febbraio 2008

madre

Archiviato in: il giovane Holden, pensieri in libertà, poesia, politica — nicola @ 5:57 pm

Madre

Madre, sto per partire,
non temere per me,
ho pane e acqua quanto basta
e la mia foto (di me non più glabro)
nella tua tasca riposa.

Saluta i miei fratelli
ormai restii a tracciare un abbraccio
o
un saluto;
fallo tu per me.

(continua…)

23 dicembre 2007

accontentarsi

Archiviato in: il giovane Holden — nicola @ 7:52 pm

Quando si è persi nel deserto e si ha solo una goccia d’acqua nella borraccia, il saggio insegna che ci si deve accontentare. A dirlo sembra così facile…

20 dicembre 2007

premio “Claudia Ruggeri”

Archiviato in: il giovane Holden, poesia — nicola @ 1:54 pm

manifesto premio

Oggi alle 18 comincerà la serata di premiazione del 1° concorso “Claudia Ruggeri”, un talento salentino suicida tanti anni fa, che ebbe il coraggio di volersi confrontare col poeta Fortini, malgrado la complessa diversità che li caratterizzava.
Le associazioni “Terra d’Ulivi” col fondo Verri e il circolo Arci “Pane e Tulipani” hanno organizzato questo concorso il cui premio consiste nella pubblicazione dei primi posti nelle categorie “poesia” e “scrittura creativa” (prosa). Non ho fatto il primo posto, ma sono stato segnalato dalla giuria, e ciò mi permetterà la pubblicazione di nove poesie che ho mandato.
Stasera reciterò questa poesia, accompagnato alla chitarra a dodici corde da Giuseppe Pascucci:

Viaggi
Ricordi la girandola in terrazza?
Stanotte l’ho vista giocare e
suonare con un vento che migrava
verso est, assieme al mio respiro
sempre più grave, mentre a torso nudo
ho cavalcato una domanda,
baciato un ideale, stuprato un sogno
ricorrente e riletto Majakovskij.

Quand’è maestrale puoi ascoltare i treni
che si trascinano pesanti
ma rapidi e rapiti anch’essi dall’alba
che scopre scritte vergognose
nella stazione d’un piccolo paese.
Con estrema lentezza la stazione
riacquista quelle sfumature
e quei contorni rudi e definiti
dalla scriminatura di quel
cielo mai stato un verginello;
e riconosco le sue nervature,
e i suoi grigi rigonfiamenti adulti,
la madre tenera e severa
ch’influenza quei nostri comportamenti.

Si parte perché non si sa restare:
la strada ferrata ci guiderà,
il battito delle tue ciglia
marcherà il confine tra le fermate
e il conoscere e il tuo urlo irto
si sfogherà in lacrime vecchie
che sanno d’un passato maï andato.
Mi spari addosso queste tue cartucce
di piombo caldo mentre cerco
il sonno dopo aver gridato cosa
m’intimorisce quand’è giorno.

Domani, forse, metto il video.
Video inserito :-)

9 dicembre 2007

Mia sorella

Archiviato in: il giovane Holden — nicola @ 9:10 pm

Da diversi anni non credo più; l’altro giorno era il mio onomastico, ma non mi curavo molto se qualcuno non mi faceva gli auguri. Però ho avuto una sorpresa, molto bella e speciale: mia sorella mi ha regalato un particolare libricino con disegni ad acquerello di Corto Maltese, con molto spazio all’interno per scrivere o disegnare. Da quando le pagine del mio secondo moleskine erano finite non sapevo più dove scrivere, perché non mi piace scrivere su dei fogli volanti. Ma ora ho trovato un nuovo posto. Grazie!

10 novembre 2007

Piove e non riesco a godermi il momento

Archiviato in: il giovane Holden — nicola @ 1:37 am

Piove e non riesco a godermi il momento. Mi sento imprigionato, ma in prigione non sono. Quant’è brutto questo autunno, lui solo lo sa. Sento un peso dentro di me che non vuole andare via. Non voglio dormire, non voglio svegliarmi, vorrei sognare di essere ancora un ragazzino di diciassette anni per poter ancora cambiare alcune cose della mia vita. E finché non mi renderò definitivamente conto che il passato si può ignorare ma mai cambiare, rimarrò a piangermi addosso.

Ma domani devo svegliarmi presto, farmi la doccia, ricucire la borsa. Prendere almeno due libri, l’agenda, una penna e una matita. E non mi va. Perché passerò per forza di cose davanti a uno specchio, mi guarderò, amerò il mio sguardo barbasfatta-occhiverdi-capellidisordinati visto di profilo, e un lampo mi sorprenderà più debole di ieri sul mio domani.

3 novembre 2007

dormire?

Archiviato in: il giovane Holden, pensieri in libertà — nicola @ 4:00 am

E perché? Rigirarsi nelle fredde coperte mormorando parole senza senso ascoltando la voce nel sonno dei coinquilini per fare cosa?

Vuoi sapere una cosa? Ti stai prendendo troppo sul serio, e non va bene. E sorridi un po’, di poetucoli tristi e ammaestrati ne abbiamo sin troppi. Ne vorremmo uno allegro, che racconti barzellette soprattutto quelle sporche con l’immancabile Pierino. E invece no, ti prendi una birra e te ne stai seduto là, a fissare i muri. Hai finito la “Poetica” di Aristotele, che ti ha divertito. Quando dovevi studiarla non sembravi così divertito e invece ora fai queste cose per “diletto”…

Stai leggendo le “Lettere dal carcere” di Antonio Gramsci, per sembrare intellettuale agli occhi degli sprovveduti. Ma lo sappiamo, stai cercando solo di poter copiare delle belle frasi che il sardo scrisse alla cognata Tatiana sperando di sognare che sia tu a dirgliele.

Hai una pila di libri che proteggono la scrivania del computer dalla polvere. Tra tre minuti sono le quattro di mattina. Ripensi a quei quindici minuti di stasera che ti hanno cambiato la serata. Ripensi a quanto ti sei comportato male, ma te ne fai una ragione e alla fine ti dai anche ragione.

D’altronde, io e te chi siamo? Forse sei cambiato sul serio, in peggio.

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