diario di un fannullone

28 agosto 2003

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Sapete che scrivo sonetti?

sicuramente nn ve l’ho mai detto… forse me ne vergogno troppo, ma scrivo poesie… + precisamente sonetti. Ecco gli ultimi… il mio quarto periodo, il periodo "Giovanna" che forse nn è ancora concluso…

I

Giovanna, tu stasera un regalo
mi hai fatto, lungo e bello e sincero,
di questo amore posso esserne fiero,
ché Bacco, sì, il divino di vin scalo

mi ha solo aiutato per il calo
di quella tensione che mi bloccava,
or libero son infine, infatti scava
il mio amore libero ‘a malo’.

Capelli lunghi, baci infiniti
abbracci indecifrabili, io, liti
idiote assieme a te non voglio fare,

desidero in cuore amare te,
nessun’altra, senza ma e se,
sei tu ormai la stella mia polare

II

In questa notte priva della luna
ci siamo abbracciati e baciati
non ci saremmo mai e poi mai lasciati,
se non per l’ora tarda. C’accomuna

la timidezza, ma il tuo sorriso
decisamente unico è di miele
perché è tutto da baciare, candele
nel buio i tuoi occhi sul mio viso.

«Tu ieri sera mi dicesti: "Trova
la stella tua polare, con lei prova
ad essere felice senza imbroglio"

Adesso io ti chiedo se tu vuoi
essere la mia stella: so che puoi»
Ridendo beato, dissi: «Sì, lo voglio»

III

Venere è quell’astro luminoso
che noi vediamo subito col tramonto
del sole, lì la vedi senz’affronto:
è bella, e fa un effetto assai gioioso

con le altre stelle, belle ma mai quanto
Venere quel bell’astro luminoso
che mia diventa triste e noioso
e che ora è nel mio grande manto,

affianco a me, uniti per le labbra,
tu, stella e pianeta color ambra
mi hai dato tanto affetto e calore,

e sai che non desidero altro che
passare il tempo solo assieme a te:
secondi poi minuti e infine ore…

IV

Non riesco a chiudere occhio questa notte,
m’hai detto prima che non stiamo insieme:
ricordo di ieri sera: son blasfeme
parole quelle d’ieri sera? Lotte

sfrenate compie il mio cuore contro
la mente la qual pensa cose brutte
sul tuo conto, invece il cuore tutte
le butta via, lontane dallo scontro.

Giovanna, vuoi sapere il vincitore?
Se è la mente fredda oppure il cuore?
Giovanna, per saperlo c’è un modo:

abbracciami e se il cuore batte forte,
eccolo il vincitore della morte,
oppur la mente al cuor strinse un nodo.

V

Possiedo delle Muse il dolce dono
è vero, non suono neppur canto
non sono neanche, grazie a Dio, un santo,
possiedo di parole il dolce suono,

ma devo ammetterlo: scrivere sono
capace solo se ispirato bene
da una gentile Dama, nelle scene
di questa vita che nasconde il buono.

Che cosa pensi dei miei umili versi?
Che cosa pensi dei miei sguardi persi
a contemplare il tuo dolce viso?

Giovanna, le parole che escono
da queste mie labbra sentono
la voglia di star sul tuo sorriso.

25 agosto 2003

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e dire che ieri mi si avvicina Vito (da tutti considerato un povero stupido) e mi dice: "Io pensavo che tu provassi qualcosa per Giovanna…" "Vito… per favore, è complicato da spiegare…" alla puttana bruciavano nuovamente gli occhi…

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mi faccio skifo, stasera sono stato tutto tranne che me stesso, cercavo sempre di evitare il suo sguardo, lo sguardo di una che volente o nolente, coscientemente o incoscientemente mi ha fatto soffrire. Persone come quelle di solito nn le volevo vedere + per mesi, neanke col binocolo. Eppure stasera sn uscito cn la comitiva (e quindi anke cn lei) ogni tanto il mio sguardo si posava su di lei, ma avevo sempre la paura che ciò ke provo (o provavo?) per lei si riducesse al solo e skifoso "cercare un ripiego". Forse cercavo o cerco tutt’ora un ripiego ke mi faccia dimenticare del tutto la mia ex ragazza. Forse. Molto probabile se nn quasi certo. Cazzo, ho solo 17 anni e mi sto facendo così tanti complessi e nn me ne rendevo neanke conto… Che dite, la chitarra mi aiuterà? e nn intendo nel trovare una ragazza normale, ma nel passare questa fase. Tempo fa leggevo nn ricordo dove, che l’amore è più forte delle amicizie, xkè va oltre. Oltre dove?? Dove mai può andare una cosa che in realtà non esiste? È come se dicessi che Dante amava usare il computer! Scommetto che mi verrebbe in sogno per dirmi: "Oh biskeraccio!" e forse qualche altra puttanata in terza rima… o forse mi parlerebbe sotto forma di sonetto…mica male…lui sì ke se la cavava…cmq, l’amore nn esiste… è solo una nostra invenzione…altrimenti perché da una settimana all’altra si cambia opinione? solo perché si cresce, si matura? capisco xkè la frutta quando matura cade…l’amore nn esiste, ci può essere solo una forte attrazione, ma magari è solo il nostro cervello che fugge verso le parti basse (fuga di cervelli…) e sulla via trova il cuore, o cmq sia l’alloggio dell’anima, e comincia a dire cazzate da poeti, che i comuni mortali chiamano "cose romantiche" o "poesie"…mi sento solo come una puttana, col culo che le brucia e, soprattutto, vuota dentro…

24 agosto 2003

Archiviato in: Di tutto, di più — nicola @ 2:23 pm

Come una puttana

ed eccomi qua, a mezzogiorno passato a scrivere quanto io sia un povero illuso. Ancora una volta, l’illusione di aver trovato un nuovo affetto mi ha preso, si era impossessata di me, e dopo pochissimo mi ha lasciato. Come una puttana, una volta che ci hai scopato la puttana nn ti serve più. Eppure, quel frequentatore di puttane aveva detto tante belle parole a quella prostituta:
"Credo di fare la cosa giusta… vuoi essere tu la mia stella polare?"
"Se tu vuoi, sì, sì lo voglio"
La luna non si vedeva, e neanke la vera stella polare. In compenso Venere quella sera era più splendente che mai. Mai Venere mi splendeva in faccia, e mai ho visto Venere essere coperta così tante volte da una ragazza.
Ma ripeto, come una puttana mi sento abbandonato dopo essere stato usato… anche se le ho parlato, le sue parole mi sono sembrate sincere, ma non posso dire a me stesso "Non ti preoccupare, almeno lei è stata sincera con te, magari quella sera era sincera ma si era solo infatuata di te, stamattina ci ha pensato su bene bene ed è arrivata a una conclusione"
Ma che conclusione!!!
La puttana alla fine sospirando disse al puttaniere: "Comunque… cerca lo stesso la stella polare". Un sorriso, un piccolo sorriso. Ieri sera alla puttana le bruciavano gli occhi.

23 agosto 2003

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Vorrei spendere qualche parola prima di andare a farmi la doccia per togliermi di dosso il sale marino.
Cara la mia sorellina (per chi ancora nn lo sa: kikka), a volte mettere delle date nn porta sfiga. Tutt’altro! Consiglio a tutti i timidi, di invocare una preghiera al divino Bacco:
Bacco nostro che stai in cantina
sia ricordato il nome tuo,
venga il tuo vino
purché sia genuino
sia Chianti che Montalcino
dacci oggi la nostra
sbornia quotidiana
e riempi i nostri bicchieri
come noi li riempiamo
ai nostri bevitori
e non ci indurre a lavorare
ma liberaci dall’acqua
AMEN!

Ripetere molte volte, e troverete le parole, se prima di far tutto questo vi sarete kiesti se vale la pena. Io l’ho fatto.

"Ieri ero triste e tu ti sei avvicinato; e mi hai consigliato di cercare una stella polare… vuoi essere tu la mia stella polare?"
"Sì, lo voglio"

14 agosto 2003

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il disegno è qui

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Lettera mai spedita a un amore finito con un silenzio…

Cara ,
sì, cara nonostante tutto e nonostante me. Nonostante tutto quello checi è capitato e nonostante tutto ciò che mi è passato perla testa durante queste settimane perse. Ora, con la mia penna torno indietroe ricordo tutto, ricordo quanto faceva caldo e come la tua mano tremava quandoteneva la mia.
Ma andiamo per gradi. Durante il mio camposcuola, ogni volta che avevo una pausa,andavo in camera per accendere il cellulare e vedere se c’era un tuo messaggio.Ma ne trovavo pochi, e quei pochi erano anche freddi. Ancora non capivo niente,non capivo perché tu non mi volevi vedere per una settimana… ci stavomale, e la notte ti pensavo. "Casa Nazareth" è bella per l’ambienteche ti circonda, pieno di verde e di fauna… e ogni volta che con i bambini alzavamolo sguardo per guardare le stelle, io, dopo aver visto Venere (Omero diceva: "éspero,la stella più bella della notte") e le altre, guardavo sempre e soltantola stella polare. "Chissà cosa starà facendo la mia stellapolare…" e sospiravo, dopo l’ennesima volta che accendevo il cellulare,ormai "morto"… abbassavo lo sguardo e facevo la solita smorfia chefaccio quando mi sento scazzato.
Sabato mi mandasti quel messaggio, in cui dicevi che saresti uscita con Sara eil suo amico di Castelfranco Veneto. Mi incazzai non tanto perché sarestiuscita con le tue amiche (e con sto tizio) ma solo perché sembrava chenon te ne fotteva un emerito cazzo di niente di me… quanto mi sei mancata inquel periodo… io te lo dicevo e tu non ci credevi… allora mi dicesti che stavischerzando, adesso credo proprio che parlavi seriamente.
Sabato tornai a casa con 2 ore di ritardo sulla tabella di marcia, perchéun genitore ci aveva fatto il bidone, e dovevamo cercare un rimedio per portarea casa quei 5 disgraziati di mocciosi che di notte non avevano intenzione di dormire…
Tornai a casa stremato. Quella sera (e così domenica) non uscii di casa,perché ero troppo stanco. Nel frattempo ci mandavamo ancora sms e tu nonvolevi spiegarmi che cazzo ti stava succedendo… Io capivo sempre meno. Capiisoltanto che avevo passato una settimana di merda senza la mia ragazza… cheamavo.
Domenica sera, poi, mi mandi un sms, nel quale mi dicevi che cosa ti era successo.Mi dicesti che non mi amavi più, ma ke ora avevi ritrovato i motivi peramarmi… Se avevo passato una settimana di merda, quella sera stetti veramentemale. E cominciai a capire. Cominciai a capire che la tua lunaticità mifaceva male, e capii anche la nostra storia forse poteva volgere alla fine.
Nei giorni successivi avevo notato un tuo distaccamento nei miei confronti…scrivevo questo nel mio diario personale: "respiro sono fuori casa sua mimanca il fiato so che non dovrei fare così non dovrei aver paura di incontrarequella persona eppure ieri mi hascioccato con 5 parole: io nn ti amavo più…esubito dopo mi dice che aveva ritrovato i motivi per amarmi, per trarre da meciò che le faceva notare dell’affetto, o un qualcosa di misterioso chela faceva stare bene…mi manca il respiro anche strasera….dobbiamo uscire,ma ho paura paura di essere abbandonato paura di abbandonarla perché forsenon mi ama più…stamattina quando ci baciavamo sentivo un po’ di distaccoe di freddezza in lei… ma perché? cosa le ho fatto? o cosa nn le ho fatto?è vero cazzo che stava incazzata con la vicina (o meglio quella che abitasopra casa sua) però… non so… è possibile che non riesce a calmarsie a dedicarmi cinque minuti di calma e di totale affetto?? è lunatica,ma le voglio un kasino di bene, e mi sentirei veramente male a lasciarla… masarebbe meglio per me essere lasciati che lasciare…"
E ancora martedì 22 sera, ti chiesi: "Mi ami?" e mi rispondesti:"Sì… credo…"
Da allora capii che da un momento all’altro mi avresti lasciato.
Mercoledì 23 non siamo usciti. Tu sei uscita con Sara (credo, non ricordobene) e io sono uscito con Giuliano. Ci siamo bevuti una birra a stomaco vuoto,e abbiamo parlato di molte cose. Verso le 23:30 lui si ritirò a casa sua,io l’accompagnai (abita al Colosseo). Ma siccome non avevo né sonno nèvoglia di ritirarmi a casa, decisi di camminare per un po’, da solo, in un postoisolato. Quindi me ne andai nei pressi della Trinità. Conosco bene queiluoghi. La mia prima ragazza abitava lì, da quelle parti, e eravamo solitipasseggiare per quelle vie desertiche dove non passa mai nessuno, se non i residenti.Imboccai quella stradina dove c’è la statua di padre Pio. Lì, allafine, ci sono dei cubi di pietra, oltre i giardini di don pedro. Era mezzanotte,e mi sedetti. Quella stradina era male illuminata, tanto che riuscii a scorgerele stelle. Il mio sguardo cadde subito alla stella polare. E piansi, per non soquanto tempo, forse qualche secondo, forse parecchi minuti… non lo so. Quandosi è da soli, non si riesce mai a capire quanto tempo è passato…e così, stetti male. Non facevo che pensare a te… come un coglione, sì,come un coglione.
Credo di averti già parlato di Catullo. Catullo era un giovane poeta latinoche scriveva versi per la sua Clodia (che lui chiamava Lesbia, non so perché).Catullo era un coglione anch’egli. Egli dedicava i suoi versi alla sua amata,mentre lei lo trattava come una pezza per i piedi.
Senti cosa scriveva:

Carmen VIII

Miser Catulle, desinas ineptire,
et quod vides perisse perditum ducas.
Fulsere quondam candidi tibi soles,
cum ventitabas quo puella ducebat
amata nobis quantum amabitur nulla.
Ibi illa multa cum iocosa fiebant,
quae tu volebas nec puella nolebat,
fulsere vere candidi tibi soles.
Nunc iam illa non vult: tu quoque impotens noli,
nec quae fugit sectare, nec miser vive,
sed obstinata mente perfer, obdura.
Vale puella, iam Catullus obdurat,
nec te requiret nec rogabit invitam.
At tu dolebis, cum rogaberis nulla.
Scelesta, vae te, quae tibi manet vita?
quis nunc te adibit? cui videberis bella?
quem nunc amabis? Cuius esse diceris?
quem basiabis? Cui labella mordebis?
At tu, Catulle, destinatus obdura.

Povero Catullo, smetti di fare il pazzo,
e considera ciòche vedi perduto perduto per sempre.
Brillarono un giorno per te splendidi giorni di sole,
quando te ne andavi dove la tua ragazza (ti) portava,
amata da me quanto non sarà amata nessuna.
Allora lì sifacevano molti giochi d’amore,
che tu volevi e (che) la ragazza non rifiutava.
Splendevano davvero per te giorni luminosi.
Ora lei non vuole +:e anche tu,ke nn puoi farci nulla,nn volere,
e non inseguire coleiche fugge, e non vivere miseramente,
ma sopporta con mente ferma, resisti.
Addio, fanciulla. Catullo ormai resiste,
e non ti cercherà, nonti chiederà a te che non vuoi;
ma tu sarai addolorata, quando nonsarai chiesta da nessuno.
Sciagurata, mal per te! Che vita ti rimane?
Chi ora si avvicinerà a te? A chi sembrerai bella?
Ora chi amerai?Di chi si dirà che tu sia (la ragazza)?
Chi bacerai? A chi mordicchieraile labbra?
Ma tu, Catullo, risoluto resisti.

Quel 24 luglio, malgrado fossero le 11 di mattina, intrapresi il viale del tramonto.
Nella settimana subito successiva al 24 luglio, non volevo neanche incontrarti.Anche se non provavo odio (come del resto, non lo provo neanche ora), mi sentivomalissimo. Mi sembrava che tutto intorno fosse morto, malgrado fossimo in pienaestate…
Mi sentivo come Catullo in questo carme, famosissimo:

Carmen LXXXV

Odi et amo. quare id faciam, fortasse requiris.
nescio, sed fieri sentio et excrucior.
Odio e amo. Come possa fare, forse chiedi.
Non (lo) so, ma sento che accade, e soffro.

Non credevo fosse possibile, ma non ho mai sofferto così tanto. Mai. Ripeto,io non ti ho mai odiato, né ti odio. Ma non riesco neanche a volerti benecome se tu fossi semplicemente un’amica. Te lo dico molto chiaramente: non riusciremomai a ritornare amici come prima. MAI. Forse, se avrò il coraggio e sela vigliaccheria non mi invaderà il cuore continuerò a salutartie a parlare con te, come se niente fosse mai successo. Ma non ti aspettare tuttoquesto nei prossimi giorni o nelle prossime settimane. Ancora adesso, cerco dileggere le mie poesie come se le avessi scritte ad una amica, ma non ècosì, non faccio altro che ingannare me stesso. Se le hai ancora, provaa leggerle come una amica… se ci riesci ti faccio una statua, ma nel frattemponon voglio parlare. Ecco perché ti scrivo una lettera. Non perchésono più bravo a scrivere che a parlare (non sono bravo né nell’unoné nell’altro…) ma perché in fondo sono un vigliacco che bevequalche birra di troppo per riuscire a disinibirsi e pe trovare le parole giuste.Adesso sono le 5 di mattina…
Francesca Ruggieri mi diceva che il tempo è guaritore: a me peròserve un tempo indeterminato. Non so neanche io quanto tempo mi serva.
Non stare male per me, non ne vale assolutamente la pena. Io sto cadendo di nuovonell’indifferenza che mi ha caratterizzato per molto tempo. Non è per causatua, ma a causa della vita. Continua a uscire con le amiche e non ti curare diuno sfigato con gli occhiali che cammina con altri sfigati… ci si fa compagniaa vicenda…
Insieme ti mando un disegno fatto da me… abbi pazienza, non sono un disegnatore…non sono nessuno, ora.

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