Mio padre è di là con le forbici
in mano mentre pota, ma recide
per sbaglio una bella rosa rosea,
ma senza volerlo: non ne aveva più.
Mio padre è di là che si dispera,
tossisce, ansima, ma si dispiace
non per la sua salute cagionevole
ma per l’unica rosa rimastagli.
Mio padre nel giardino passa ore:
gli piacciono le erbe aromatiche
così come i fiori profumati;
ha dei bonsai ed altre piante della
sua infanzia, eppure pianse la sua rosa:
anch’io ho pianto per l’ultima rosa.
—
Un’altra è andata via, lontano,
oltre le Alpi, l’Austria ed un confine,
forse con qualche lacrima, ma forse
soltanto con un po’ di tanta rabbia.
Malgrado lo stesso dio, ognuno
di noi credeva in vite differenti,
per me nessuna sorte è stata scritta,
infatti volle farlo lei da sola.
Lei immaginava un bel fututo roseo,
un mondo perfetto, con matrimonio
perfetto, ma da parte sua nessuna
rinuncia, solo io dovevo farne.
Mi dicono che sono un incostante,
pazienza!, mi basta essere coerente.
—
E’ vero, ho versato lacrime amare
per una che volutamente volle
farmi del male con pretese sciocche:
per scelte adulte, cerca d’essere adulta.
"Perché pretendi ciò che neanche posso
dirti domani? Ciò che chiedi, forse
potrei dartelo fra sei-sette anni,
ma adesso no, non potrei neanche.
Lo sai che preferisco rendere saldo
l’oggi, costruirlo passo dopo passo,
cadendo e rialzandomi da terra,
non voglio vivere il domani oggi".
Ancora meno voglio tribolare,
voglio solo rialzarmi, e andare.
—
E’ giugno eppure piove, sento tante
piccole gocce chhe cadono a terra,
oggi è il tre di giugno e il cielo ci sta dando
sotto, già, come quando morì zio.
Non penso a niente, sono beatamente
tranquillo, solo in mezzo ad altre quattro
persone, sole a loro volta, mentre
la pioggia cade inesorabilmente.
La pioggia… questo scroscio che mi sembra
prodotto non dall’uomo nè da un dio,
la pioggia è vita, proprio quella vita
che sfugge ai più. che tanti rivogliono
che tanti perdono, volenti o no.
E forse, come a me, ti piace ancora.
—
Ricordo quando è morto Francescino,
per tutti un uomo, per me mio nonno,
un terzo nonno, gli altri li persi
quando non ferivo con parole.
Il cielo, come oggi, sai, sputava
lacrime, ero solo quando andai
in chiesa, piena zeppa di uomini,
a malapena scovai un posto in mezzo,
fra l’uscita e l’entrata, fra il dolore
e il voler non vedere presto il morto
e discendenti imitare il cielo.
Soffrivo, stavo solo in mezzo a tanti
signori sconosciuti, forse piansi,
ma se lo feci, sai, ti sorridevo.
—
Mia sorella sta gridando a mamma,
e come sempre per motivi solo
a lei conosciuti, le sue idee
su ciò chhe è giusto e ciò che è sbagliato.
Chissà perché si grida contro gli altri,
per farli stare zitti o per rendere
palese il pensiero vero nostro?
Ma forse solo per farsi notare.
Osservo il mondo dal piccolo faro
di casa mia e vedo tanti fiori
esser falciati via crudelmente.
Come quel rosso papavero morto,
ucciso dal progresso a tutti i costi,
il suo colore fu il suo destino.
—
Ma sembra che la Terra, sai, continui
nei suoi giri, eppure ruota in mezzo
al nulla, eppure gira senza sosta
attorno al sole, il grande disco giallo.
Il sole come sempre dà i suoi raggi
che sia coperto da nuvole nere,
che ci sia vento da nordest o sud
continua sempre, come fosse niente.
La luna sorge sempre, e da rossa
il passo è breve ed eccola che gialla
diventa, pur di luce a lei rflessa
continua a far innamorare tanti
e tanti a far piangere per amore.
Malgrado tutto, anche Vita vive…
—
Ripenso a ciò che è successo tra noi due,
mi scorrono veloci tante foto
stracolme di bianchissima neve e verdi
alberi che furono di Scarbantia.
Son fermo a ricordare tutti quanti
gli attimi in cui stavo assieme a te,
asciugandoti lacrime amare
offrendo un petto su cui tu piangevi.
Adesso se,bra che te ne importi
davvero poco, per addolcirmi la
vita, non verso più il caffè in zucchero
di canna, la mia bici non inforco
più come prima. Tutto cambia e passa,
e piango come un bimbo nella notte.
—-
Fra due ore è alba. Notte, resta
ancora a farmi compagnia assieme
alle costellazioni dietro nubi
nascoste per timore d’esser viste.
La vedo, ecco Artemide col carro
che porta Luna: presto andrà così lon-
tano che negli abissi più profondi
dell’animo di quella mia amica
si fermerà facendola piangere.
Ho visto tante donne lacrimare,
ma tutte per lo stesso identico
motivo: era stato tolto loro
qualcosa, un amore, l’amicizia,
la castità o quel figlio ch’avean prima…