diario di un fannullone

31 agosto 2004

da un romanzo

Archiviato in: Di tutto, di più — nicola @ 5:14 pm

"Ma tu non parli mai…"
"Non ? vero… appoggiati a me e ascolta"
Non proferii parola per due minuti pieni. Dopodich? mi guard? in faccia e le dissi:
"Hai ascoltato? Ero io…"
E mi baci? come fosse un primo bacio.

29 agosto 2004

Archiviato in: Di tutto, di più — nicola @ 10:10 am

Il mare era scosso dal vento tramontana,
dal cielo lami e tuoni che procellosamente
uscivan, come lingue da bocche infernali
non v’era luce in mare, ovunque era buio.
Nessuna stella fioca ad indicar la strada
in mezzo alla bufera, restavo solo e stanco,
la barca stava quasi er cedere al maltempo,
l’albero, ormai staccato, non mi lasci? speranze.
La bussola e il timone? Inutilizzabili…
Ed io, sai, non riuscivo a stare bene in piedi,
stordito per via della testa battuta a terra,
cercavo un appiglio, ma un’onda gigantesca
travolse me e la barca e vomitai veleno,
un’altra onda anc?ra e persi del tutto i sensi.

5 agosto 2004

Rosa di venti alessandrini

Archiviato in: Di tutto, di più — nicola @ 2:32 pm

Arrivi con il vento che spettina i capelli,
Levante ti accompagna affianco a me di sera
e fisso la tua bocca sempre a me sincera
cos? anche gli occhi dolci coi quali m’interpelli.

Mi chiedi come mai io sorrida quando sono
con te o perch? io voglia passare il tempo solo
con te… non te n’accorgi, eppure calmo volo
come se risorgessi fenice d’oro buono.

Sto bene assieme a te, son sereno e col sorriso
fin dal mattino presto, da quando vedo il sole
che sorge fino a quando lo vedo tramontare.

E quando son fra le tue braccia, quand’ ho ucciso
un’altra paura mia e di persone sole
mi faccio, del tuo vino soltanto, inebriare.

2 agosto 2004

Narciso e Boccadoro (Hermann Hesse)

Archiviato in: Di tutto, di più — nicola @ 11:06 am

Narciso si chinò lentamente verso di lui e fece quello che in tanti anni della loro amicizia non aveva mai fatto, sfiorò con le sue labbra i capelli e la fronte di Boccadoro. Questi si accorse di ciò che accadeva, prima con stupore, poi con commozione

quot;Boccadoro", gli sussurrò all’orecchio "perdonami di non averlo saputo dire prima"

Boccadoro sorrise lieto e imbarazzato e con voce calma e sottomessa disse:

"Quando mi avevi liberato dalla forca e ritornavamo al convento, io ti chiesi notizie del mio cavallo Bless e tu me le desti. Allora vidi che tu, che di solito non distingui quasi nemmeno un cavallo dall’altro, ti eri interessato del mio. Compresi che l’avevi fatto per me e ne fui molto lieto. Ora vedo ch’era proprio così e che mi vuoi bene davvero. Anch’io ti ho sempre voluto bene."

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