diario di un fannullone

30 ottobre 2004

Archiviato in: Di tutto, di più — nicola @ 2:58 pm

QUELLO CHE NON C’E’ - Afterhours

Ho questa foto di pura gioia
E’ di un bambino con la sua pistola
Che spara dritto, davanti a s?
A quello che non c’?

Ho perso il gusto, non ha sapore
Quest’alito di angelo che mi lecca il cuore
Ma credo di camminare sull’acqua e
Su quello che non c’?

Arriva l’alba o forse no
A volte ci? che sembra alba non ?
Ma so che so camminare dritto sull’acqua e
Su quello che non c’?

Rivuoi la scelta, rivuoi il controllo
Rivoglio le mie ali nere, il mio mantello
La chiave della felicit? ? la disobbedienza in s?
A quello che non c’?

Perci? io maledico il modo in cui sono fatto
Il mio modo di morire sano e salvo dove m’attacco
Il mio modo vigliacco di restare sperando che ci sia
Quello che non c’?

Curo le foglie, saranno forti
Se riesco ad ignorare che gli alberi son morti
Ma questo ? camminare dritto sull’acqua e
Su quello che non c’?

Ed ecco arriva l’alba so che ? qui per me
Meraviglioso come a volte ci? che sembra non ?
Fottendosi da s?, fottendomi da me
Per quello che non c’?

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Oggi l’ennesima conferma che il mio stato di atarassia sta raggiungendo livelli notevoli e non indifferenti Ormai mi sto rilassando e sguazzando nella mia tranquillit?, conscio che oggi ? sabato, che la vedr? per godere ancora una volta la sua presenza, le nostre voci, le nostre parole, pensieri, risate, smorfie, e tutto ci? che ? successo in questa torbida settimana.

Sto finendo di scaricare "Il Grande Dittatore" di e con Charlie Chaplin, un maestro, che riesce sempre a farmi riflettere. Adoro questo modo di insegnare cose serie addolcendo la pillola, come gi? fece un lucrezio per spiegare (orrore!) LA filosofia.

buon weekend

23 ottobre 2004

come prima, cos? sempre

Archiviato in: Di tutto, di più — nicola @ 7:35 pm

Ho commesso il peggior peccato che uno possa commettere: non sono stato felice.
(Jorge Luis Borges)

Comincio per questa frase di Borges. Oggi mega interrogazione. Faccio bollo a scuola per due giorni per studiare come un folle, pensando solo e soltanto a quell’interrogazione sia perch? dovevo essere chiamato, sia perch? ci tenevo a far vedere che avevo studiato sodo dato il mio interesse per i temi trattati (come l’epicureismo, ad esempio). Comincio l’interrogazione, ma come al solito va male, per diversi motivi che a me sembrano futili. Ad un certo punto sembrava che si dovesse arrivare a “chi sei tu, chi sono io” ma anche a quella domanda avrei fatto silenzio, preferendolo ad un vomito di inutilit?. Ma la cosa che m’ha scioccato e sinceramente parecchio ferito dentro ? stata la frase: “Non siete neanche capaci di leggere un libro, siete degli analfabeti”… Ora, detto per inciso (e va detto) l’unico che aveva letto un libro (che s’era degnato di leggere un libro anche impegnativo, un saggio di un professore universitario) sono stato io, solo io. MI HA DATO DELL’ANALFABETA!!! ma ci rendiamo conto?
Adesso suonano i Doors. Tra un po’ forse li tolgo… stasera voglio essere solo tranquillo, voglio avere anche io un posto tra gl’Iperborei. Alla faccia di chi mi d? dell’analfabeta solo perch? non la penso come lei.

21 ottobre 2004

Nel mese di Athyr

Archiviato in: Di tutto, di più — nicola @ 5:10 pm

A fatica leggo sulla vecchia pietra
SIGN(OR)E GES? CRISTO.?La parola ANI(M)A distinguo.
NEL ME(SE DI) ATHYR?LEUCI(O) SI SP(ENS)E.
Menzionando l?et? ? ANNI VIS(SU)TO
Le Kappa e Zeta dicono che si spense presto.
Dove la parte ? guasta vedo COSTU(I)? DI ALESSANDRIA.
Poi vengono tre righe?molto mutile, appena posso
decifrare le parole NOSTRE L(A)CRIME, e DOLORE
e ancora LACRIME e GLI (AM)ICI IN LUTTO.
Questo Leucio a me pare che fu molto amato.
Nel mese di Athyr Leucio si spense.

Kavafis

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