Yotakun, amico di chat dopo avermi dato due dritte su due libri da comprare, mi informa del suo nuovo blog, che ha riaperto
evvai
Oggi ultima prova scritta. Il 2 è il turno degli orali e il peggio ormai è già passato.
29 giugno 2005
28 giugno 2005
terza prova, pussa via
26 giugno 2005
smettetela
Oggi questo post sarà dedicato all’odio, ovvero, 5 minuti di odio che servono a sbollire un po’ di cose e sfogarmi.
Smettetela, voi che credete di avere la verità infusa a intrufolarvi quasi fosse una missione divina nei miei fattacci. Sono cazzi miei. Ok? Fatevi i cazzi vostri, scommetto che siete così impegnati a vedere quanto è nuova la scarpa di un tipo XY e non vedete che un piccione vi ha appena cagato sulle vostre. Smettetela, siete irritanti tanto quanto questo mio post. Smettetela di dare consigli… chi cazzo vi credete di essere? Siete ancora allo stato infantile e già vi credete Cristo che dava consigli a destra e a manca? Guardate la vostra trave e tutti gli ingegneri edili che la stanno osservando…
Capito?
BAH…
18 giugno 2005
benassi c’è
“I prof dicevano che la nostra classe, la seconda D, era terribile, ma tu non lo eri. Ti ricorderemo sempre per le tue battute che ci facevano ridere e per quel modo di salutarci tutto tuo. Alzavi le braccia in segno di vittoria e dicevi: Benassi c’è”
http://www.repubblica.it/2005/f/sezioni/cronaca/liceo/esequie/esequie.html
Un minuto di silenzio per un ragazzo spiritualmente molto vicino. Ho raramente rischiato di prendere il debito in qualche materia, mai rischiato di essere bocciato; ma in quanto eterno oppositore di un potere imposto che si reputava “libero e uguale per tutti” ho da sempre lottato contro chi diceva già a dicembre “Tu rischi la bocciatura”. La mia risposta era “Io ho un nome, non sono ‘tu’. Se non se lo ricorda, non mi chiami neanche. Le dirò di più, per questa scuola sono un numero, sa quale? Il 17, scorra l’elenco, mi troverà. Io vado in bagno”.
IV ginnasio, dicembre di 4 anni fa. Non sbatto la porta.
uffa!
Ma com’è possibile che solo ora mio fratello viene a rinfacciarmi una cosa di cui gli ho parlato quando era quasi "in mente dei"? E mi rinfaccia "perché non me l’hai detto, potevamo parteciparci anche noi…".
Cose da pazzi. E io sono il secondino di questo manicomio.
14 giugno 2005
nessun dorma
Per ora nessuna voglia di dormire. Sono le 2:59 di martedì 14 giugno 2005. Ora le 3:00.
Ma sento ancora nelle vene scorrermi la rabbia, la tristezza, lacrime che vorrebbero fuoriuscire in un orgasmo liberatorio frutto di uno stato di frustrazione di livelli incredibilmente alti.
Ma non si dorme.
Si sta svegli, si riflette sul come, perché, e sul se e quando tutto questo schifo finirà. Avrò ancora in tasca la carta dell’anarchico insurrezionalista? Avrò una visita di qualche caramba a casa dopo questa esternazione? Se sì, potrei anche io diventare famoso per qualche giorno. E candidarmi a sindaco o qualcosa di simile.
Sono stanco e un brivido di freddo mi percorre la schiena.
Basta.
13 giugno 2005
delirio postreferendario
Io preferisco mille volte bandire con la libertà di parola che la scienza di natura comanda, quanto è utile all’universalità degli uomini, anche se nessuno dovesse comprendermi, che, acconciandomi alle opinioni del mondo, godermi il plauso che le folle m’avessero per caso a largire in gran copia".
Epicuro, Sentenze e frammenti 128
Pienamente conscio che il mio dovere da cittadino attivo, da anarchico gandhiano quale mi sento di essere, ora dico che anche se è stata persa un’occasione per cambiare una legge ingiusta noi non possiamo fermarci.
Ruini dice di aver fatto il proprio dovere.
Mi chiedo veramente con che coraggio si possa dire "Ho cercato soltanto di fare il mio dovere di vescovo e di ascoltare la mia coscienza di uomo e cristiano e di cittadino". Di cittadino? Cari miei due lettori, io lo ripeto: i nazisti del terzo millennio giocano sul falsare i significati delle parole. E non mi stancherò mai di dirlo. Durante la rivoluzione francese, "cittadino" era un appellativo con cui ci si rivolgeva a tutti, abolendo ogni altro titolo distintivo, per sottolineare l’uguaglianza degli uomini. Adesso, un’abbondante fetta degli italiani ha detto (in maniera indiretta, poiché non ha detto un sì o un no, ha detto "non so, me ne frego") che non solo gli uomini sono uguali (uomini e non nel senso generale, qui si parla di maschi) ma che tra uomo e embrione non c’è alcuna differenza.
Cittadini embrioni di tutto il mondo, anzi!, cittadini speramotozoi e ovuli, voi futuri, ops!, già vita, già persone, fate valere i vostri diritti!
Nel mio paesino di 26′000 abitanti ho cercato di darmi da fare; sono stato uno dei promotori (all’inizio tra i Verdi, poi anche con altri partiti) del comitato locale per il Sì. Oggi ho fatto il rappresentante di lista. La frase più carina che ho trovato nell’unica scheda nulla è stata:
Era meglio quando avevamo un re
Molte sono state anche le schede bianche, ovvero quelle schede che si sono affidate alla volontà della maggioranza. E con estremo piacere ho visto anche parecchi no. E con massimo piacere ho visto che i voti erano perlopiù eterogenei; ciò significa che il lavoro fatto dal comitato locale è servito a qualcosa: in primis, che il diritto al voto va esercitato, secondo, che la gente s’è informata e l’uniformità di pensiero per fortuna è lontana.
Non ha vinto Ruini, Rutelli o Casini o quel finto laico di Pera, o l’imprenditore Belusconi. Ha vinto l’indifferenza, il menefreghismo, la solita gerarchia ecclesiastica che non vuole uccidere un embrione ma non si preoccupa dei milioni di malati che potevano sperare (non esistono certezze nella vita) in una cura, o le centinaia e centinaia di madri che si vedono private ancora una volta della propria libertà.
Ma non mi stancherò di lottare. Non ora. Andrò avanti, "anche se nessuno dovesse comprendermi".

