diario di un fannullone

10 luglio 2005

rileggendo “alla sera” di Foscolo

Silenzio di sottofondo, l’unico rumore a quest’ora è causato dalle mie dita sui tasti. E basta. Nulla più. Ho messo sul giradischi "Alla Sera"

Forse perché della fatal quiete
tu sei l’immago, a me si cara vieni,
o Sera!

…vieni oh Sera, vieni ancora ad accarezzarmi, a tirarmi quanti veemente versi di voluttuosità, puoi baciarmi e lasciarmi graffi sulle braccia e sulla schiena se vuoi…

E quando ti corteggian liete
le nubi estive e i zeffiri sereni,

…mentre sopra di noi poche nuvole si addensavano noi ci appartavamo lontano da tutto il trambusto della società, e il vento leggero ascoltava le mie parole e le tue risate…

e quando dal nevoso aere inquiete
tenebre e lunghe all’universo meni,

…brividi di paura, l’adrenalina si mischia all’ansia…

sempre scendi invocata, e le secrete
vie del mio cor soavemente tieni.

…tìrami ancora a te, scava anche tu col tuo cucchiaio di vetro, grida e arrabbiati con me, baciami, ridiamo, ci abbracciamo, parliamo dei nostri amici, del domani ma soprattutto dell’oggi…

Vagar mi fai co’ miei pensier su l’orme
che vanno al nulla eterno;

…mentre la baciavo ho tenuto gli occhi aperti, avevo paura che l’espressione dei suoi occhi non fosse come pensavo, e per fortuna mi sono sbagliato. Un brivido mi ha percorso la schiena, su dritto verso il collo, irrigidendomi la schiena, come un peregrino stanco del viaggio mi sono accasciato su di lei.

e intanto fugge
questo reo tempo, e van con lui le torme
delle cure onde meco egli si strugge;

…questo tempo maledetto, sempre più ingrato sempre più inumano… c’è una chiesa che suona in lontananza…

e mentre guardo la tua pace, dorme
quello spirto guerrier ch’entro mi rugge.

…e guardo la tua pace che si è appoggiata su di me, mentre il mio spirito guerriero ancora combatteva la tua tristezza, e rimanevo ancora senza parole davanti ai tuoi occhi da gattino appena sveglio e cercavo una musica, un dipinto o delle parole per descrivere la bellezza infinita di un finito momento, senza successo. Riuscirà a trovare pace in te quel mio spirito orgoglioso che tanto mi stimola, che tanto mi getta a terra?

Kandinsky, Improvisation N° 18

VI - Al mattino
(dopo aver letto Alla sera, di Foscolo)

Mi porti nuovi segni di speranza
con quelle differenze sostanziali,
come tra le etiche e le morali,
che gridi con silenzio, con costanza.

E quando mostri tutta la sostanza
di te, permetti, a noi mortali, scali
in porti mai veduti, senza i mali
di società racchiuse in una stanza.

Le tue nubi giocano con noi,
coi nostri occhi e con i nostri umori,
ma io so che sei uno scrigno pieno

e imparerò a conoscerti, se vuoi,
ogni mio giorno, scansando dolori
inutili; agli altri non vengo meno.

1 commento »

  1. meravigliosa..

    Comment di valentina — 15 ottobre 2007 @ 7:19 pm

RSS feed dei commenti a questo articolo. TrackBack URI

Lascia un commento

Creative Commons License
Powered by WordPress