diario di un fannullone

22 novembre 2005

rumori notturni

Archiviato in: Di tutto, di più, il giovane Holden — nicola @ 3:15 am

Sento dei passi sul tetto. Sono agili, furtivi, scattanti; si alternano al rumore del pendolo che si impone come un campanile nel caos di una notte silenziosa. C’è maestrale che comanda, e la luna gli fa da puttana solo per compagnia. Qui non c’è posto per i sognatori, il gelo ti entra nelle vene e se ne frega se scrivi poesie su ogni elemento della natura.
C’è solo un uomo che si erge solo e ramingo sulla punta di quel campanile. Ha divelto la croce e spezzato i fili della luce; c’è solo la luce riflessa della luna che lo illumina. Ha un libro con sé e lo sta strappando e grida furibondo “Non mi avrete mai più”.

17 novembre 2005

quanto vale il mio blog

Archiviato in: Di tutto, di più — nicola @ 8:08 pm


My blog is worth $564.54.
How much is your blog worth?

“Spero di non innamorarmi di te”

Archiviato in: Di tutto, di più — nicola @ 8:03 pm

Mi piaceva troppo, e poi mi è entrata in testa :-) Ne ho fatto una traduzione libera quanto basta, chissà se in un futuro non mi ci metta e ne faccia una traduzione cantabile. Chi la canterà? Io no di certo, se non sotto la doccia :-D

“Spero di non innamorarmi di te”
Tom Waits
tr. Nicola Ruggiero (17 nov 2005)

Be’, spero di non innamorarmi di te
perché quando m’innamoro mi sento male
be’ la musica va avanti e tu mi mostri il tuo cuore
avevo una birra e ora ti ascolto mentre gridi il mio nome
e spero di non innamorarmi di te.

Be’, la sala è gremita, la gente è ovunque,
casco dalle nuvole, posso invitarti qui a sedere?
Be’, se ti sei seduta con questo vecchio pagliaccio
prendi quel broncio e fallo a pezzetti
prima che la serata voli via,
penso che potremmo farlo
e spero di non innamorarmi di te.

Be’ la notte fa cose buffe dentro un uomo
questi sentimenti di vecchio gattaccio tu non capisci,
be’, giro intorno per guardarti, ti accendi una sigaretta,
avrei voluto avere il fegato di scroccartene una, ma non ci siamo mai incontrati,
e spero di non innamorarmi di te.

Posso vedere che sei sola proprio come me,
si sta facendo tardi, ti piacerebbe un po’ di compagnia,
be’, giro intorno per guardarti e il tuo sguardo mi incrocia,
il ragazzo con cui stavi s’è alzato, vi siete divisi, la sedia affianco a te è libera,
e spero di non innamorarmi di te.

Adesso è orario di chiusura, la musica va in dissolvenza,
un ultimo drink, avrò un’altra birra.
Be’, giro intorno per guardarti, non ti trovo da nessuna parte
cerco il posto per la tua faccia persa, sperando un un’altra chance
e penso di essermi appena innamorato di te.

piove

Archiviato in: Di tutto, di più — nicola @ 1:12 pm

Come sempre, è sempre l’ultimo il verso più vero.

Tom Waits Closing Time (1973)

I Hope That I Don’t Fall In Love With You

Well I hope that I don’t fall in love with you
‘Cause falling in love just makes me blue,
Well the music plays and you display your heart for me to see,
I had a beer and now I hear you calling out for me
And I hope that I don’t fall in love with you.

Well the room is crowded, people everywhere
And I wonder, should I offer you a chair?
Well if you sit down with this old clown, take that frown and break it,
Before the evening’s gone away, I think that we could make it,
And I hope that I don’t fall in love with you.

Well the night does funny things inside a man
These old tom-cat feelings you don’t understand,
Well I turn around to look at you, you light a cigarette,
I wish I had the guts to bum one, but we’ve never met,
And I hope that I don’t fall in love with you.

I can see that you are lonesome just like me, and it being late,
You’d like some some company,
Well I turn around to look at you, and you look back at me,
The guy you’re with has up and split, the chair next to you’s free,
And I hope that you don’t fall in love with me.

Now it’s closing time, the music’s fading out
Last call for drinks, I’ll have another stout.
Well I turn around to look at you, you’re nowhere to be found,
I search the place for your lost face, guess I’ll have another round
And I think that I just fell in love with you.

inno quotidiano

Archiviato in: Di tutto, di più — nicola @ 12:47 pm

Non voglio una nuova patria, mi basta il caos che ho dentro di me che forse troppo spesso pongo all’esterno, come il cane messo fuori casa dal padrone infastidito dal troppo abbaiare.
Continua ad abbaiare, a latrare, mugola e infine si accascia per terra, verrà un altro giorno dopo sole ventiquattro ore, non cambierà nulla, tutto sarà cambiato.
Continuerò a studiare, mi incazzerò, terrò il muso, mi infilerò di nuovo nel letto per trovare un posto per me, verrà un altro giorno, altre musiche, altre parole, il verde impallidirà un po’, il bianco sarà più sporco, il rosso sarà più forte, ma lo so, alla fine straccerò con rabbia questa bandiera, sarà una patria troppo differente da quella che sognavo. E pioverà, o forse no. Sopporterò questa pioggia sulla mia testa sino a quando non svenirò, sdraiato prono sull’asfalto di una giungla popolata di scimmie, morendo lentamente. Imputridirò, ritornerò polvere di polvere, infine brucerò nell’aria.
E dalle fiamme mi rialzerò in volo, come una fenice, come una voglia di continuare.

Edoardo Bennato, da “La torre di Babele” (1976)

Venderò

Venderò le mie scarpe nuove
ad un vecchio manichino
per vedere se si muove
se sta fermo
o se mi segue nel cammino

Venderò il mio diploma
ai maestri del progresso
per costruire un nuovo automa
che dia a loro più ricchezza
e a me il successo

Ai signori mercanti d’arte
venderò la mia pazzia
mi terranno un pò in disparte
chi è normale
non ha molta fantasia

Raffaele è contento
non ha fatto il soldato
ma ha girato e conosce la gente
e mi dice: stai attento
che resti fuori dal gioco
se non hai niente da offrire al mercato

Venderò la mia sconfitta
a chi ha bisogno
di sentirsi forte
e come un quadro che sta in soffitta
gli parlerò della mia cattiva sorte

Raffaele è contento
non si è mai laureato
ma ha studiato e guarisce la gente
e mi dice: stai attento
che ti fanno fuori dal gioco
se non hai niente da offrire al mercato

Venderò la mia rabbia
a tutta quella brava gente
che vorrebbe vedermi in gabbia
e forse allora
mi troverebbe divertente.

Ogni cosa ha un suo prezzo
e nessuno lo sa
quanto costa la mia libertà

fardello

Archiviato in: Di tutto, di più — nicola @ 1:32 am

Il fardello c’è, e sono io.

11 novembre 2005

scritta a Torino

Archiviato in: il giovane Holden, poesia — nicola @ 1:34 am

L’originale è in esperanto, ma la protagonista è sempre Lei ^_^

Io so che nascondi un mare
dietro i volti delle tue ciglia,
e che le tue gote son rosse per una guerra
verso la tranquillità, un piccolo eden.

E le tue braccia attorno al mio collo
mi raccontano della furia tempestosa
che imperversa nel tuo animo
per non affogare, sovraccarica di parole…

L’originale

Mi scias, ke vi ka?as maron
malanta? la mien’ de viaj brovoj,
ke viaj vangoj ru?as pro batalo
cele trankvilon, ia etfeli?o.

Kaj viaj brakoj ?irka? mia kolo
rakontas pri la ?torma disblovego
kiu tempestas en via animo
por ne eldroni en tropezon vortan…

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