Kazantzakis
L’epitaffio sulla sua tomba recita:
Δεν ελπίζω τίποτα. Δε φοβάμαι τίποτα. Είμαι λεύτερος
Non spero nulla. Non temo nulla. Sono libero.
L’epitaffio sulla sua tomba recita:
Δεν ελπίζω τίποτα. Δε φοβάμαι τίποτα. Είμαι λεύτερος
Non spero nulla. Non temo nulla. Sono libero.
Da “Il giovane Holden”, letto e riscritto fedelmente.
Dimmi un po’ cosa dirai quando le tue droghe saranno finite, quando il cielo non ti sembrerà più così infinito e un vomito di stelle ti sporcherà la coscienza. Tutto ha un limite, un principio e una fine.
Tradurre un testo ad arte significa tradurlo cercando di rendere l’originale in un’altra lingua quasi fosse scritto in quella lingua. Tradurre Kavafis non è facile, ha uno strano uso del ritmo (un pentametro giambico irregolare) e usa le rime per sfiorare le corde dell’ironia alessandrina.
(continua…)
Quassù dicono che il cielo sia plumbeo, grigiastro e che fa freddo. Il camino è ormai spento, ci sono dei semi di girasole che mi stanno a guardare assieme alle poesie di Kavafis, peccati di gioventù.
E se non puoi la vita che desideri
cerca almeno questo
per quanto sta in te: non sciuparla
nel troppo commercio con la gente
con troppe parole in un viavai frenetico.Non sciuparla portandola in giro
in balìa del quotidiano
gioco balordo degli incontri
e degli inviti,
fino a farne una stucchevole estranea.
Ma nel greco originale è davvero tutt’altro…

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