Non riesco più ad esprimermi come vorrei, a manifestare i miei interessi, a palesare i miei sentimenti. Non ci riesco più. E mi rendo conto che sopportarmi è giorno dopo giorno un’impresa sempre più ardua, sia per lei sia per la mia famiglia e i miei amici.
Mi sento pressato, compresso in una scatola di latta arruginita, figlia illegittima di una Storia che si autoproclama, tronfia e ingorda, “Moderna”. Ma mai come ora c’è un ritorno alle caverne, alla lotta per il fuoco con le clave e per un pezzo di carne.
I girasoli, quelli piantati nel giardino pensile di casa mia, novella Babilonia, forse stanno bruciando per il gran caldo di questi giorni. Quei girasoli, che per me dicono tutto, lo fanno in un assordante silenzio.
Datemi un po’ d’acqua nel mio sottovaso, affinché io possa durare qualche giorno in più senza restare troppo in agonia. Regalatemi un po’ di ombra dal mondo di sopra, portatemi nella Corte dei Miracoli, ne sento il bisogno.