diario di un fannullone

26 novembre 2006

quando

Archiviato in: con lei, il giovane Holden, musica, poesia — nicola @ 7:01 pm

Quando sorpreso mentre ricalcavi
la mia ombra e la mia anima
col carboncino, immaginavo fiabe,
seduto nel mio treno
senza fermate, con orsetti, fate
e prati sempreverdi.
Fiabe svanite ma realizzate,
e senza troppe voci
(giacché nel tuo linguaggio sto scrivendo)
in dialoghi per chi
ancora tutto avrebbe da scoprire
come me, come te, noi.

23 novembre 2006

La scrivania

Archiviato in: Di tutto, di più — nicola @ 11:09 am

La scrivania è di nuovo in disordine :-D Che goduriaaaa

20 novembre 2006

2891 commenti cancellati

Archiviato in: Di tutto, di più — nicola @ 6:36 pm

Eliminare lo spam dà soddisfazioni, come quando riordino la scrivania. Però lo ammetto: godo come un porco a rimetterla in disordine.
Grazie spam, se tu non ci fossi la vita sarebbe così noiosa…

8 novembre 2006

buona notte

Archiviato in: il giovane Holden — nicola @ 5:03 am

Buona notte anche per chi, come me, a volte, quando s’addormenta, finisce di sognare.

3 novembre 2006

inviate

Archiviato in: il giovane Holden, poesia — nicola @ 6:39 pm

Ho inviato le mie poesie a i Quindici, nella speranza di avere un commento su di esse, e nulla più. Anche perché non sono nate come nasce un romanzo, ma come nasce un bacio: per essere dato, non per essere venduto.
Viva il copyleft, viva la libertà!

Epicuro

Archiviato in: filosofia, il giovane Holden — nicola @ 2:39 am

Sì, sono fiero di sentire il carattere di Epicuro in modo diverso, forse, da chiunque altro, e soprattutto di gustare in tutto ciò che di lui leggo e ascolto la gioia pomeridiana dell’antichità - vedo il suo occhio che guarda un vasto,albicante mare, oltre gli scogli delle coste su cui si posa il sole, mentre grandi e piccole fiere giuocano nella sua luce, sicure e placide come questa luce e quell’occhio stesso. Una tale gioia l’ha potuta inventare solo un uomo che ha perpetuamente sofferto, la gioia di un occhio davanti al quale il mare dell’esistenza si è quietato e che non si sazia più di guardare la sua superficie, e questo screziato, tenero, abbrividente velo di mare: non era mai esistita prima di allora una tale compostezza della voluttà.
Nietzsche, La gaia scienza, af. 45

2 novembre 2006

La polonaise

Archiviato in: il giovane Holden — nicola @ 7:52 pm

A me Chopin fa uno strano effetto.

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