diario di un fannullone

23 marzo 2007

quello che non c’è

Archiviato in: Di tutto, di più, il giovane Holden — nicola @ 3:25 pm

Ho chiamato GVP, mi ha detto che anche a lui è stata appena tolta proprio quando ne aveva più bisogno. Gli dico che mi dispiace, mentre il buio di questa stanza mi avvolge e mi fa salire un brivido lungo la schiena. Il respiro si fa più pesante. Lei^_^ non c’è, e non c’era nemmeno quella sera, così come l’altra sera ancora, due anni fa. Il tempo passa in fretta, stanotte ne ho scritta un’altra, ma lei ancora non lo sa.
Oggi, anche oggi, ho un motivo in più per cercare di ridere.

21 marzo 2007

cattiveria

Archiviato in: aforismi, il giovane Holden — nicola @ 2:11 am

Vi sono uomini che non hanno mai ucciso, eppure sono mille volte più cattivi di chi ha assassinato sei persone.

Fëdor Dostoevskij

6 marzo 2007

Poesie, eh?

Archiviato in: Di tutto, di più — nicola @ 12:41 am

Dicevano di non prestarvi attenzione, ma loro, gli squilibrati, ne avevano fatta una ragione di vita. Fu così che K. si avvicinò ciondolando con la bottiglia del liquore ancora mezzapiena, ancora mezza attaccata alle sua labbra. Mi chiese una sigaretta e da accendere, ma non seppi aiutarlo; non avevo neanche soldi da prestargli. Mi guardò con una certa pietà, con occhi lucidi:

“Sappi che mi dispiace - singhiozzò - eppure dovresti saperlo benissimo. Tutto ciò che abbiamo costruito è stato distrutto”

Gli diedi una pacca sulla spalla, dandogli la solita ragione a cui s’era abituato da diversi anni. Gli lasciai un invito per il 21 marzo sera, reciteranno le mie poesie al Palazzo Alberotanza-Roberti nel mio paese.

“Poesie, eh? Forse non lo sai, e forse non dovrei neanche essere io a dirtelo. Si sa, uno come me non è adatto alle condoglianze. Fui anche io poeta, e morii quando cominciarono a dirmi la verità. Perché la poesia è menzogna e la verità è sterile quotidiano.”

2 marzo 2007

sonet 90

Archiviato in: il giovane Holden — nicola @ 9:30 pm

Then hate me when thou wilt; if ever, now;
Now, while the world is bent my deeds to cross,
Join with the spite of fortune make me bow,
And do not drop in for an after-loss:
Ah, do not, when my heart hath ’scaped this sorrow
Come in the rearward of a conquer’d woe;
Give not a windy night a rainy morrow,
To linger out a purposed overthrow.
If thou wilt leave me, do not leave me last,
When other petty griefs have done their spite,
But in the onset come: so shall I taste
At first the very worst of fortune’s might;
And other strains of woe, which now seem woe:
Compared with loss of thee will not seem so.

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