diario di un fannullone

31 maggio 2007

calma

Archiviato in: il giovane Holden — nicola @ 4:30 pm

Leggere dei messaggi. Incazzarmi e abbozzare una risposta. Cestinare la bozza. Dormirci su. Ricordarsi di rispondere.

occhei occhei

Archiviato in: filosofia, il giovane Holden — nicola @ 4:30 pm

Occhei occhei, non ho più le carte giuste per poter dire certe cose. Però qualche cosa dovrò pur sputare, pertanto eccomi qua. Da diversi anni ho abbandonato quella comunità “universale” abbandonandone al contempo tante altre anche perché non mi andava più di sforzarmi di stare con gente ipocrita almeno quanto me; decisi quindi di togliermi quella maschera, rimanendo in ogni caso lo stronzo di sempre, cosa che mi riesce bene senza neanche sforzi eccessivi.

Però continuo a leggere persino su internet i cristiani di sinistra, quelli fricchettoni, quelli che dicono “hey raga, torniamo al cristianesimo delle origini, come lo predicava Gesù!”. Ora, magari i/le mie(i) amici/he che si rispecchiano minimamente nella suddetta descrizione (degna di uno stronzo quale il sottoscritto!) si incazzeranno un bel po’ e mica tanto a torto. Però, cari miei, se non ve lo dico io, non ve lo dice nessuno: nella Chiesa di oggi gli eretici siete proprio voi che volete tornare alle origini. Fatevene una ragione. Occhei occhei, avete ragione, anzi!, ragionissima se pensate che Rinnovamento nello Spirito è veramente un movimento eretico; ma si sa, la Chiesa delle origini non aveva un soldo…

24 maggio 2007

pregiudizi

Archiviato in: il giovane Holden — nicola @ 3:04 pm

Per anni mi sono trincerato dietro dei saldi pregiudizi, ma da qualche mese a questa parte esco dalla trincea e cancello ciò che prima pensavo fosse forza e invece era solo debolezza.

21 maggio 2007

un vento

Archiviato in: il giovane Holden, pensieri in libertà, poesia, politica — nicola @ 8:56 pm

Ricordi la girandola in terrazza?
Stanotte l’ho vista giocare e
suonare con un vento che migrava
verso est, assieme al mio respiro
sempre più grave, mentre a torso nudo
ho cavalcato una domanda,
baciato un ideale, stuprato un sogno
ricorrente e riletto Majakovskij.

16 maggio 2007

Sei un mare

Archiviato in: Di tutto, di più — nicola @ 3:59 pm

Sei un mare

Tu sei un mare che navigo
senza bussola, ma con stelle a guidarmi;
sul tuo seno-scafo mi scavano
forti venti o mi cullano le spinte dello zefiro…

E malgrado i freddi, a dispetto delle trombe marine,
l’animo mio gioisce sulle onde:
voglio più veleggiare sulle tue onde,
e infine sprofondare, sprofondare nel mare…

di William Auld, nella traduzione di Davide Astori
[tratto dal numero di maggio 2006 del mensile Poesia]

7 maggio 2007

alle quattro e venti

Archiviato in: il giovane Holden — nicola @ 3:35 am

Ma guardami, alle quattro e venti, cioè due ore prima di (ri?)partire per Roma cosa faccio? Non dormo, come forse mi piacerebbe fare. Però faccio un’altra cosa che adoro comunque fare: leggo Sanguineti e la sua Poesia, inebriandomene e cercando di farmi coinvolgere.

Che stupido. Avrei voluto scriverti una poesia, o anche solo una lettera. In fondo mancherò ancora una volta per una settimana e tu sei presa, come sempre, da mille cose, mille facende, mille quotidianeità. Che stupido. Ma in fondo, spero cortesemente che tu possa leggermi qua, in quest’altra mia casa che tu comunque conosci bene e forse anche a fondo come altre mie amiche che non sento ma che vorrei reincontrare.

Riparto, ma come ben sai e speri, tornerò. Però avrei voluto chiederti scusa se non sono presente quanto vorrei, ma tu sai capirmi dietro quegli occhietti sornioni e stanchi e quel corpo da adolescente.

Vado indietro nel tempo, e ti ricordo com’eri. No, oggi non c’è alcun anniversario per cui io debba perdonare la mia assenza dai nostri dieci minuti quotidiani, no, nessun anniversario. Pensavo solo che in fondo è stato bello conoscerci: in fondo, fino a quattro anni fa eravamo degli sconosciuti, no? Tu eri persino invaghita di un mio amico di infanzia e io di un’altra. Ma è un’altra storia. Ci pensavo l’altroieri quando cercavi i tuoi difetti allo specchio, sotto una luce fioca ti scrutavi. E io cavalcavo i ricordi. Ma l’orologio ci rende schiavi, e la scusa dell’orologio guasto ormai, purtroppo, non regge più.

Per fortuna non c’è stata alcuna pioggia a rovinarci le carezze. Vorrei dirti alcune frasi, ma sanno troppo di commercio, e il tanfo precario che fanno respirare non si addice a te che cerchi il nuovo. Forse non l’hai trovato neanche in me, ma pazienza, mi farò perdonare.

Scopriamo insieme altre nubi e cacciamole, ti prego.

6 maggio 2007

gocce di vita

Archiviato in: amici, il giovane Holden — nicola @ 3:07 pm

Non lo faccio spesso, però il blog del mio amico Ettore merita davvero di entrare nei segnalibri di Firefox

Foto istantanee di una stazione in bianco e nero, riflessi di volti scivolano via sulle squame metalliche dei rumorosi serpenti e due vite sospese tra un via e un vai che improvvisamente rallenta e si ferma e sofferma in quegli occhi che a vicenda non riflettono null’altro.

Il pensiero di lui corre e si mescola alla realtà, al passato e al presente, in armonia col frastuono dei treni e della gente che corre per prenderli… O perderli… E’ solo questione di tempo…

Vorrei avere piu’ tempo, Dana…
Il tempo di spiegarti come sono andate le cose, il tempo di raccontarti ogni singolo istante che ho vissuto in questi anni… e ascoltare la stessa cosa da te.

Creative Commons License
Powered by WordPress