Ma d’altronde, loro cosa ne sanno? Non sanno nulla, vagano dentro di me credendo di conoscere come sono fatto, ma in realtà non sanno che guardarsi a uno specchio a cui è stata attaccata una loro riproduzione, fedele alle misure originali. Ma io non sono uno specchio, al quale basta un panno e un buon prodotto per pulirlo; né, con qualche difetto, è possibile gettarmi nel cassonetto dei ricordi.
Cerco di non pensarci, mentre raccolgo uniformemente il mio corpo per riscaldarmi almeno un po’. Brucio qualche parola, che un indice maldestro non spegnerà. Aspetto un nuovo vento, altre nuvole da osservare in lontananza. E tutto si fa aspettare.

