La solitudine shackerata (si scriverà così??) alla stanchezza e al sonno arretrato (tanto, tantissimo, troppo) è versata nel bicchiere opaco dell’incertezza.
Se non sto con lei o con dei veri amici (zio Vomito e Parvoccio e pochissimi altri/e), vorrei stare davvero solo. S o l o. Solo in questa stanza. Con me, solo silenzio dalla umane vicissitudini e forse un po’ di musica. E invece no. Vado a mangiare e non posso cucinarmi qualcosa di caldo perché ho la Clerici e Magalli che tentano di fare la pizza. E vabbè. Ora c’è l’orso e Candy Candy che con la loro presenza mi danno un tremendo fastidio.
Sì, oggi sono odioso. E se può interessarvi, è da ieri che vorrei gridare la mia rabbia, spaccare qualche cosa contro qualcos’altro. Ma penso che andrò a dormire.
Questo è il mio pensiero di ieri, uguale a quello di oggi.
Si sperava una pioggia incessante all’alba.
Si sperava dell’affetto da ricevere.
Si sperava di non perdere tempo con altra gente. C’è chi fa lo scemo per non andare a fare la guerra.
Si sperava che quando la gente è incazzata per i fatti suoi, non si riversi prepotentemente sugli altri. Ma è una storia che va avanti da tanto tempo, con punte nella primavera passata.
Si sperava. Si spera che domani sia diverso.
Vado a preparare il caffè per domani mattina.