diario di un fannullone

7 ottobre 2007

quinto vaffanblues

Archiviato in: il giovane Holden, musica, pensieri in libertà, poesia — nicola @ 6:33 pm

A dispetto di ciò che può evocare il nome, “Vaffanblues” è il nome del gruppo musicale molese di cui mi onoro di essere il quinto membro. Anche se a livello amatoriale (che già è una parola grossa) suonicchio il saxofono contralto e un flauto traverso da battaglia, il mio ruolo all’interno del gruppo non è quello del musicista. Il mio strumento è ben altro, ma è altrettanto flessibile: sono le parole. Sono il paroliere dei Vaffanblues. Ok ok, già vi vedo a sbudellarvi dalle risate, a pensare ad ammiccamenti tipo “eh, avrai superato selezioni durissime!”. Beh, ridete quanto volete, ma vi invito a trovare un gruppo musicale molese che abbia la figura del paroliere; non ho intenzione di vantarmi: i testi che scrivo non sono solo miei, poiché essi nascono dall’integrazione che c’è nel gruppo e dalle idee e suoni che gli altri partoriscono. Per me è sempre stato così: tutti i testi (che siano poesie o racconti) che ho scritto non sono nati da riflessioni sul proprio ombelico, ma da una vera interazione con il mondo esterno; se qualcuno ha detto delle frasi che mi hanno colpito, le riporto quasi per intero, a volte stravolgendole a volte usandole a dovere. Per questo molte le ho scritte al liceo, durante le ore di lezione, oppure dopo incredibili serate a raccontarsi storie.

A Mola sono pochi i gruppi che non fanno solo cover; ancor di meno sono quelli i cui testi sfiorano la decenza e si staccano dalla banalità.

Coi Vaffanblues stiamo portando avanti un bel progetto: un concept album, pensato su varie figure e personaggi. Per ora non vi dirò di più, è un progetto in itinere, in continua evoluzione e stravolgimento, sia sonoro sia testuale. È fantastico far parte di un gruppo così eterogeneo eppure unito. Sento che mi sto formando, che continuo a crescere e a esprimere ciò che voglio anche in altre maniere.

28 settembre 2007

un signore distratto

Archiviato in: il giovane Holden, musica, poesia — nicola @ 1:00 am

23 giugno 2007

Silentium Project

Archiviato in: amici, il giovane Holden, musica — nicola @ 7:35 pm

Andate su Silentium Project, buona musica. Ve lo dice un tentatore che va a fare la spesa. ;-) Già il brano che state ascoltando ora dovrebbe farvi capire il livello di ciò che suonano i miei amici!

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26 novembre 2006

quando

Archiviato in: con lei, il giovane Holden, musica, poesia — nicola @ 7:01 pm

Quando sorpreso mentre ricalcavi
la mia ombra e la mia anima
col carboncino, immaginavo fiabe,
seduto nel mio treno
senza fermate, con orsetti, fate
e prati sempreverdi.
Fiabe svanite ma realizzate,
e senza troppe voci
(giacché nel tuo linguaggio sto scrivendo)
in dialoghi per chi
ancora tutto avrebbe da scoprire
come me, come te, noi.

5 settembre 2006

Non riesci

Archiviato in: Di tutto, di più, filosofia, il giovane Holden, musica — nicola @ 7:01 pm

Tu prova ad avere un mondo nel cuore
e non riesci ad esprimerlo con le parole,
e la luce del giorno si divide la piazza
tra un villaggio che ride e te, lo scemo, che passa,
e neppure la notte ti lascia da solo:
gli altri sognan se stessi e tu sogni di loro.

da: “L’Antologia di Spoon River di Edgar Lee Masters e Non al denaro, non all’amore nè al cielo di Fabrizio De André”

31 agosto 2006

Sidùn nel dialetto molese

Archiviato in: Di tutto, di più, il giovane Holden, musica, traduzioni — nicola @ 2:42 am

Sidùnə

U pəččənènə mə’
u mə’
labbrə gròssə aw sàwlə
d’u mmə’l’ d’u mmə’l’
dolčə, bbunə təmàwnə
mamma taggw’
sprañətə ‘nn’ umətàwrə
d’əstə’t’ d’əstə’t’
mə’wnə ‘ngrummə də sàngə e rékkjə
dìndə də llattə
pójə i ukkjə d’i surdə’t’ kən’ arrağğə’t
k’a škumə a vòkkə
kaččènnə u añidd’
p’akkjarəsə krəstjə’nə kumə salvağğéjnə
kwànnə u sang’ salvağğə
‘nğə stətə’jə a vóggjə
e pójə u firrə jéndə
i firrə d’ a galàggjə
jéndə i fəréjtə a səméndə vələnùsə d’ a deportażjàwnə
piččì də nustə da u fórə a u pùrt’
nà ppótə kkjù krèšə arvərə spéjkə o fféjlə

čà wé fé’, st’ ereditə’j’
s’askónnə
jéndə u pajéjsə
k’abbréwšə k’abbréwšə
jéndə a sàjrə kə šènnə
jénn ’sta gran’ lə’wš’ də fùkə
pə tàggwə mort’ pəččənènə.

traduzione ritmica nel dialetto molese: Nicola Ruggiero

(un dialetto è una lingua senza esercito, ed è un bene che resti così)

28 agosto 2006

vedrai

Archiviato in: Di tutto, di più, il giovane Holden, musica — nicola @ 5:57 pm

Vedrai vedrai

Luigi Tenco

L. Tenco

(1965)

Quando la sera
tu ritorni a casa
non ho neanche voglia di parlare
tu non guardarmi
con quella tenerezza
come fossi un bambino
che rimane deluso
Si lo so
che questa
non è certo la vita
che hai sognato un giorno per noi
Vedrai vedrai
vedrai che cambierà
forse non sarà domani
ma un bel giorno cambierà
Vedrai vedrai
che non sei finito sai
non so dirti come e quando
ma vedrai che cambierà
Preferirei sapere che piangi
che mi rimproveri d’averti delusa
e non vederti sempre così dolce
accettare da me
tutto quello che viene
Mi fa disperare
il pensiero di te
e di me che non so darti di più
Vedrai vedrai
vedrai che cambierà
forse non sarà domani
ma un bel giorno cambierà
Vedrai vedrai
che non sei finito sai
non so dirti come e quando
ma vedrai che cambierà.

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