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	<title>diario di un fannullone</title>
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	<description>facendo della vita una commedia divertente</description>
	<pubDate>Fri, 11 Apr 2008 21:42:16 +0000</pubDate>
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		<title>Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Apr 2008 21:42:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nicola</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[il giovane Holden]]></category>

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		<description><![CDATA[Odio gli indifferenti. Credo come Federico Hebbel che &#8220;vivere vuol dire essere partigiani&#8221; (1). Non possono esistere i solamente uomini, gli estranei alla città. Chi vive veramente non può non essere cittadino, e parteggiare. Indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita. Perciò odio gli indifferenti.
L&#8217;indifferenza è il peso morto della storia. E&#8217; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Odio gli indifferenti. Credo come Federico Hebbel che &#8220;vivere vuol dire essere partigiani&#8221; (1). Non possono esistere i solamente uomini, gli estranei alla città. Chi vive veramente non può non essere cittadino, e parteggiare. Indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita. Perciò odio gli indifferenti.<br />
L&#8217;indifferenza è il peso morto della storia. E&#8217; la palla di piombo per il novatore, è la materia inerte in cui affogano spesso gli entusiasmi più splendenti, è la palude che recinge la vecchia città e la difende meglio delle mura più salde, meglio dei petti dei suoi guerrieri, perché inghiottisce nei suoi gorghi limosi gli assalitori, e li decima e li scora e qualche volta li fa desistere dall&#8217;impresa eroica.<span id="more-422"></span><br />
L&#8217;indifferenza opera potentemente nella storia. Opera passivamente, ma opera. E&#8217; la fatalità; e ciò su cui non si può contare; è ciò che sconvolge i programmi, che rovescia i piani meglio costruiti; è la materia bruta che si ribella all&#8217;intelligenza e la strozza. Ciò che succede, il male che si abbatte su tutti, il possibile bene che un atto eroico (di valore universale) può generare, non è tanto dovuto all&#8217;iniziativa dei pochi che operano, quanto all&#8217;indifferenza, all&#8217;assenteismo dei molti. Ciò che avviene, non avviene tanto perché alcuni vogliono che avvenga, quanto perché la massa degli uomini abdica alla sua volontà, lascia fare, lascia aggruppare i nodi che poi solo la spada potrà tagliare, lascia promulgare le leggi che poi solo la rivolta farà abrogare, lascia salire al potere gli uomini che poi solo un ammutinamento potrà rovesciare. La fatalità che sembra dominare la storia non è altro appunto che apparenza illusoria di questa indifferenza, di questo assenteismo. Dei fatti maturano nell&#8217;ombra, poche mani, non sorvegliate da nessun controllo, tessono la tela della vita collettiva, e la massa ignora, perché non se ne preoccupa. I destini di un&#8217;epoca sono manipolati a seconda delle visioni ristrette, degli scopi immediati, delle ambizioni e passioni personali di piccoli gruppi attivi, e la massa degli uomini ignora, perché non se ne preoccupa. Ma i fatti che hanno maturato vengono a sfociare; ma la tela tessuta nell&#8217;ombra arriva a compimento: e allora sembra sia la fatalità a travolgere tutto e tutti, sembra che la storia non sia che un enorme fenomeno naturale, un&#8217;eruzione, un terremoto, del quale rimangono vittima tutti, chi ha voluto e chi non ha voluto, chi sapeva e chi non sapeva, chi era stato attivo e chi indifferente. E questo ultimo si irrita, vorrebbe sottrarsi alle conseguenze, vorrebbe apparisse chiaro che egli non ha voluto, che egli non è responsabile. Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente, ma nessuno o pochi si domandano: se avessi anch&#8217;io fatto il mio dovere, se avessi cercato di far valere la mia volontà, il mio consiglio, sarebbe successo ciò che è successo? Ma nessuno o pochi si fanno una colpa della loro indifferenza, del loro scetticismo, del non aver dato il loro braccio e la loro attività a quei gruppi di cittadini che, appunto per evitare quel tal male, combattevano, di procurare quel tal bene si proponevano.<br />
I più di costoro, invece, ad avvenimenti compiuti, preferiscono parlare di fallimenti ideali, di programmi definitivamente crollati e di altre simili piacevolezze. Ricominciano così la loro assenza da ogni responsabilità. E non già che non vedano chiaro nelle cose, e che qualche volta non siano capaci di prospettare bellissime soluzioni dei problemi più urgenti, o di quelli che, pur richiedendo ampia preparazione e tempo, sono tuttavia altrettanto urgenti. Ma queste soluzioni rimangono bellissimamente infeconde, ma questo contributo alla vita collettiva non è animato da alcuna luce morale; è prodotto di curiosità intellettuale, non di pungente senso di una responsabilità storica che vuole tutti attivi nella vita, che non ammette agnosticismi e indifferenze di nessun genere.<br />
Odio gli indifferenti anche per ciò che mi dà noia il loro piagnisteo di eterni innocenti. Domando conto ad ognuno di essi del come ha svolto il compito che la vita gli ha posto e gli pone quotidianamente, di ciò che ha fatto e specialmente di ciò che non ha fatto. E sento di poter essere inesorabile, di non dover sprecare la mia pietà, di non dover spartire con loro le mie lacrime. Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze virili della mia parte già pulsare l&#8217;attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c&#8217;èin essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano nel sacrifizio; e colui che sta alla finestra, in agguato, voglia usufruire del poco bene che l&#8217;attività di pochi procura e sfoghi la sua delusione vituperando il sacrificato, lo svenato perché non è riuscito nel suo intento.<br />
Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.<br />
<strong>Antonio Gramsci</strong></p></blockquote>
]]></content:encoded>
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		<title>madre</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Feb 2008 16:57:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nicola</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[il giovane Holden]]></category>

		<category><![CDATA[pensieri in libertà]]></category>

		<category><![CDATA[poesia]]></category>

		<category><![CDATA[politica]]></category>

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		<description><![CDATA[
Madre
Madre, sto per partire,
non temere per me,
ho pane e acqua quanto basta
e la mia foto (di me non più glabro)
nella tua tasca riposa.
Saluta i miei fratelli
ormai restii a tracciare un abbraccio
o
un saluto;
fallo tu per me.

Mi insegnasti disciplina e fedeltà,
uguaglianza e amore,
mi hai fatto odiare
l&#8217;abulia, il parassitismo,
la vigliaccheria
nello sminuire l&#8217;avversario.
Madre, la verità
è
rivoluzionaria,
e per questo fa male.
(Cosa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote>
<p><strong>Madre</strong></p>
<p>Madre, sto per partire,<br />
non temere per me,<br />
ho pane e acqua quanto basta<br />
e la mia foto (di me non più glabro)<br />
nella tua tasca riposa.</p>
<p>Saluta i miei fratelli<br />
ormai restii a tracciare un abbraccio<br />
o<br />
un saluto;<br />
fallo tu per me.<br />
<span id="more-421"></span><br />
Mi insegnasti disciplina e fedeltà,<br />
uguaglianza e amore,<br />
mi hai fatto odiare<br />
l&#8217;abulia, il parassitismo,<br />
la vigliaccheria<br />
nello sminuire l&#8217;avversario.</p>
<p>Madre, la verità<br />
è<br />
rivoluzionaria,<br />
e per questo fa male.</p>
<p>(Cosa importa se<br />
questo carcere ideale<br />
mi è stato costruito attorno<br />
da burocrati menzogneri<br />
o se ci sono<br />
entrato,<br />
illudendomi?)</p>
<p>Quanti dispiaceri, Madre,<br />
ma stanne certa,<br />
non è colpa tua<br />
se i fratelli non mi vogliono<br />
in casa<br />
né parlano di me.</p>
<p>Il tempo<br />
e<br />
mille vite<br />
avranno l&#8217;ingrato<br />
compito<br />
di alzare<br />
o<br />
abbassare un pollice.</p>
<p>A te, carissima mamma,<br />
un più tenero abbraccio.</p></blockquote>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>accontentarsi</title>
		<link>http://www.nicolaruggiero.it/html/it/2007/12/23/accontentarsi/</link>
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		<pubDate>Sun, 23 Dec 2007 18:52:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nicola</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[il giovane Holden]]></category>

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		<description><![CDATA[Quando si è persi nel deserto e si ha solo una goccia d&#8217;acqua nella borraccia, il saggio insegna che ci si deve accontentare. A dirlo sembra così facile&#8230;
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quando si è persi nel deserto e si ha solo una goccia d&#8217;acqua nella borraccia, il saggio insegna che ci si deve accontentare. A dirlo sembra così facile&#8230;</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>premio &#8220;Claudia Ruggeri&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 20 Dec 2007 12:54:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nicola</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[il giovane Holden]]></category>

		<category><![CDATA[poesia]]></category>

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		<description><![CDATA[
Oggi alle 18 comincerà la serata di premiazione del 1° concorso &#8220;Claudia Ruggeri&#8221;, un talento salentino suicida tanti anni fa, che ebbe il coraggio di volersi confrontare col poeta Fortini, malgrado la complessa diversità che li caratterizzava.
Le associazioni &#8220;Terra d&#8217;Ulivi&#8221; col fondo Verri e il circolo Arci &#8220;Pane e Tulipani&#8221; hanno organizzato questo concorso il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://files.splinder.com/206cd6bba875324ae25ee78b67aa2f7f.jpeg" alt="manifesto premio "Claudia Ruggeri"" /></p>
<p>Oggi alle 18 comincerà la serata di premiazione del 1° concorso &#8220;Claudia Ruggeri&#8221;, un talento salentino suicida tanti anni fa, che ebbe il coraggio di volersi confrontare col poeta Fortini, malgrado la complessa diversità che li caratterizzava.<br />
Le associazioni &#8220;Terra d&#8217;Ulivi&#8221; col fondo Verri e il circolo Arci &#8220;Pane e Tulipani&#8221; hanno organizzato questo concorso il cui premio consiste nella pubblicazione dei primi posti nelle categorie &#8220;poesia&#8221; e &#8220;scrittura creativa&#8221; (prosa). Non ho fatto il primo posto, ma sono stato segnalato dalla giuria, e ciò mi permetterà la pubblicazione di nove poesie che ho mandato.<br />
Stasera reciterò questa poesia, accompagnato alla chitarra a dodici corde da Giuseppe Pascucci:</p>
<p><object width="425" height="355"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/ewtKE09DUls&#038;rel=1"></param><param name="wmode" value="transparent"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/ewtKE09DUls&#038;rel=1" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" width="425" height="355"></embed></object></p>
<blockquote><p>
<strong>Viaggi</strong><br />
	Ricordi la girandola in terrazza?<br />
Stanotte l&#8217;ho vista giocare e<br />
suonare con un vento che migrava<br />
verso est, assieme al mio respiro<br />
sempre più grave, mentre a torso nudo<br />
ho cavalcato una domanda,<br />
baciato un ideale, stuprato un sogno<br />
ricorrente e riletto Majakovskij.</p>
<p>	Quand&#8217;è maestrale puoi ascoltare i treni<br />
che si trascinano pesanti<br />
ma rapidi e rapiti anch&#8217;essi dall&#8217;alba<br />
che scopre scritte vergognose<br />
nella stazione d&#8217;un piccolo paese.<br />
Con estrema lentezza la stazione<br />
riacquista quelle sfumature<br />
e quei contorni rudi e definiti<br />
dalla scriminatura di quel<br />
cielo mai stato un verginello;<br />
e riconosco le sue nervature,<br />
e i suoi grigi rigonfiamenti adulti,<br />
la madre tenera e severa<br />
ch&#8217;influenza quei nostri comportamenti.</p>
<p>	Si parte perché non si sa restare:<br />
la strada ferrata ci guiderà,<br />
il battito delle tue ciglia<br />
marcherà il confine tra le fermate<br />
e il conoscere e il tuo urlo irto<br />
si sfogherà in lacrime vecchie<br />
che sanno d&#8217;un passato maï andato.<br />
Mi spari addosso queste tue cartucce<br />
di piombo caldo mentre cerco<br />
il sonno dopo aver gridato cosa<br />
m&#8217;intimorisce quand&#8217;è giorno.
</p></blockquote>
<p><del datetime="2007-12-21T15:18:17+00:00">Domani, forse, metto il video.</del><br />
Video inserito <img src='http://www.nicolaruggiero.it/html/it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Mia sorella</title>
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		<pubDate>Sun, 09 Dec 2007 20:10:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nicola</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[il giovane Holden]]></category>

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		<description><![CDATA[Da diversi anni non credo più; l&#8217;altro giorno era il mio onomastico, ma non mi curavo molto se qualcuno non mi faceva gli auguri. Però ho avuto una sorpresa, molto bella e speciale: mia sorella mi ha regalato un particolare libricino con disegni ad acquerello di Corto Maltese, con molto spazio all&#8217;interno per scrivere o [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da diversi anni non credo più; l&#8217;altro giorno era il mio onomastico, ma non mi curavo molto se qualcuno non mi faceva gli auguri. Però ho avuto una sorpresa, molto bella e speciale: mia sorella mi ha regalato un particolare libricino con disegni ad acquerello di Corto Maltese, con molto spazio all&#8217;interno per scrivere o disegnare. Da quando le pagine del mio secondo moleskine erano finite non sapevo più dove scrivere, perché non mi piace scrivere su dei fogli volanti. Ma ora ho trovato un nuovo posto. Grazie!</p>
]]></content:encoded>
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