…i Verdi prendono parola solo quando si tratta di “alchimie elettoralistiche”, ma quando si tratta di fare vertenze preferiscono essere “osservatori attenti”.
Ma andate a prendere per i fondelli i bambini!
Il dibattito su questo tema si è allargato anche al blog di Francesco.
Incollo anche qui la risposta che ho dato:
Caro Francesco,
ti scrivo direttamente e a titolo personale e provo a rispondere alla tua lettera.
Innanzitutto, leggo la tua lettera e i tuoi commenti nel mio blog come critiche politiche e non come attacchi personali. Penso che questa premessa fosse necessaria non tanto per noi, quanto per chi legge i nostri spazi pubblici e virtuali.
Le ambiguità che noti nei Verdi tra chi tende a sinistra e chi tende al centro, io le vedo anche in Rifondazione tra chi vuole uscire dalla maggioranza di Governo e chi invece vuole restare nell’Unione. Ma non sono ambiguità, sono correnti di pensiero interne ai partiti.
Al congresso nazionale tenutosi un anno fa, i Verdi hanno ribadito la loro identità che non si sarebbe diluita in un partito democratico, ma posta (senza diluirsi) in una sinistra plurale. È stata questa la linea politica e, per come ho potuto seguire la cosa su quotidiani e siti internet ufficiali, credo che la rotta sia sempre stata quella.
Purtroppo è vero, per non scomparire negli ultimi tempi sono stati fatti cartelli elettorali. Prima il Girasole coi socialisti poi col PdCI. Ma se nel primo caso era solo una guerra di sopravvivenza, il secondo oltre a sopravvivere è servito anche per mettere insieme due partiti di sinistra con molte posizioni politiche simili se non identiche.
Riguardo la manifestazione del 20 ottobre, ho già avuto modo di spiegare la nostra posizione sul tuo blog.
Riguardo la confederazione: mi trovi d’accordo, non sarei mai favorevole a un partito unico così come s’è formato il Partito Democratico.
Riguardo la situazione locale: sono contento che PRC, PdCI e SD siano sotto lo stesso tetto con l’autonomia politica che avevano prima di questa coabitazione se non erro “ufficializzata” (ma posso sbagliare, correggimi pure) con la Festa della Sinistra Molese. Per tale Festa, però, non avete considerato i Verdi molesi dicendo di fatto che noi Verdi non stiamo a sinistra. Se puoi chiarirmi questo punto, ne sarò felice.
Questo cuore come i tufi della Città Vecchia da tanti anni col tempo combatte una guerra da tanti anni col tempo da sopra e da sotto è tutta una lotta.
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16 Novembre 2007 @ 15:39
…alla Manifestazione del 20 Ottobre non ci stavate e, continuando in questo atteggiamento, sarete fuori dalla Sinistra anche a Mola!
16 Novembre 2007 @ 15:46
…i Verdi prendono parola solo quando si tratta di “alchimie elettoralistiche”, ma quando si tratta di fare vertenze preferiscono essere “osservatori attenti”.
Ma andate a prendere per i fondelli i bambini!
16 Novembre 2007 @ 17:04
Il dibattito su questo tema si è allargato anche al blog di Francesco.
Incollo anche qui la risposta che ho dato:
Caro Francesco,
ti scrivo direttamente e a titolo personale e provo a rispondere alla tua lettera.
Innanzitutto, leggo la tua lettera e i tuoi commenti nel mio blog come critiche politiche e non come attacchi personali. Penso che questa premessa fosse necessaria non tanto per noi, quanto per chi legge i nostri spazi pubblici e virtuali.
Le ambiguità che noti nei Verdi tra chi tende a sinistra e chi tende al centro, io le vedo anche in Rifondazione tra chi vuole uscire dalla maggioranza di Governo e chi invece vuole restare nell’Unione. Ma non sono ambiguità, sono correnti di pensiero interne ai partiti.
Al congresso nazionale tenutosi un anno fa, i Verdi hanno ribadito la loro identità che non si sarebbe diluita in un partito democratico, ma posta (senza diluirsi) in una sinistra plurale. È stata questa la linea politica e, per come ho potuto seguire la cosa su quotidiani e siti internet ufficiali, credo che la rotta sia sempre stata quella.
Purtroppo è vero, per non scomparire negli ultimi tempi sono stati fatti cartelli elettorali. Prima il Girasole coi socialisti poi col PdCI. Ma se nel primo caso era solo una guerra di sopravvivenza, il secondo oltre a sopravvivere è servito anche per mettere insieme due partiti di sinistra con molte posizioni politiche simili se non identiche.
Riguardo la manifestazione del 20 ottobre, ho già avuto modo di spiegare la nostra posizione sul tuo blog.
Riguardo la confederazione: mi trovi d’accordo, non sarei mai favorevole a un partito unico così come s’è formato il Partito Democratico.
Riguardo la situazione locale: sono contento che PRC, PdCI e SD siano sotto lo stesso tetto con l’autonomia politica che avevano prima di questa coabitazione se non erro “ufficializzata” (ma posso sbagliare, correggimi pure) con la Festa della Sinistra Molese. Per tale Festa, però, non avete considerato i Verdi molesi dicendo di fatto che noi Verdi non stiamo a sinistra. Se puoi chiarirmi questo punto, ne sarò felice.
Riguardo una carta dei valori comuni: proviamoci.
con stima
Nicola