- gli aggettivi di cui parla Novelli non ce li siamo scelti noi ma ce li hanno attribuiti nel solito giochetto dell’esclusione politica e della denigrazione.
- credo che il rallentamento del processo di unificazione non sia affatto autoreferenaziale, tutt’altro. Non si possono “costringere” più culture politiche ad una fusione hic et nunc soltanto per sentirci “uniti” fuori e divisi dentro. E’ necessario il RISPETTO inanzitutto, di tutte quelle anime che compongono la galassia della Sinistra e che posseggono una storia ed un cammino diversi tra loro. Se un giorno si arriverà al partito unico, lo si dovrà ad una maturazione collettiva, ad una fusione sugli stessi obiettivi e sulle stesse identità. Nel frattempo, rispettiamoci nelle nostre piccole differenze. Pienamente d’accordo con Paolo Ferrero e la sua linea. E’ l’unica persona al momento, in cui mi rivedo quando parla.
concordo quasi completamente con posturaniusmo anche se bisogna cercare di camminare verso un cammino comune, vista l’assurdità di presentarsi alle elezioni con 4 partiti comunisti diversi(!!!)
…chi ci sta, ci sta. Certo. E’ proprio così che si creano “nuove” Soggettività politiche. Non da una analisi dei bisogni, ma dal “chi ci sta, ci sta”. Ed allora io mi chiedo, con i Verdi e Sinistra Democratica che si sono ridotti (soprattutto SD) perchè molti sono già andati nel PD, se una minoranza di Rifondazione (solo una parte del ceto politico) decide di fare una “costituente arcobaleno” con quello che rimane dei Verdi, quello che rimane di SD e magari anche i Socialisti, quanto consenso potrebbero avere tenuto conto che, sicuramente, a Sinistra si creerà una costituente “comunista”? Questi “social-riformisti” si troverebbero schiacciati tra il PD ed una forza radicale della Sinistra, con un consenso che non adrebbe oltre il 2%. Che fare, se non entrare direttamente tutti nel PD per avere poltrone e posizioni di Potere?
Il “chi ci sta, ci sta” oggettivamente non può fare altro che portare a questo. Invece la soluzione non può che essere federativa, per tenere tutti dentro senza escludere nessuno.
Chi vuole necessariamente un “nuovo” Partito è solo qualcuno che vuole riciclarsi o che vuole potere ma che non ha fatto una reale analisi dei bisogni su cui dovrebbe nascere una Soggettività politica.
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Questo cuore come i tufi della Città Vecchia da tanti anni col tempo combatte una guerra da tanti anni col tempo da sopra e da sotto è tutta una lotta.
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14 Maggio 2008 @ 08:59
due cose:
- gli aggettivi di cui parla Novelli non ce li siamo scelti noi ma ce li hanno attribuiti nel solito giochetto dell’esclusione politica e della denigrazione.
- credo che il rallentamento del processo di unificazione non sia affatto autoreferenaziale, tutt’altro. Non si possono “costringere” più culture politiche ad una fusione hic et nunc soltanto per sentirci “uniti” fuori e divisi dentro. E’ necessario il RISPETTO inanzitutto, di tutte quelle anime che compongono la galassia della Sinistra e che posseggono una storia ed un cammino diversi tra loro. Se un giorno si arriverà al partito unico, lo si dovrà ad una maturazione collettiva, ad una fusione sugli stessi obiettivi e sulle stesse identità. Nel frattempo, rispettiamoci nelle nostre piccole differenze. Pienamente d’accordo con Paolo Ferrero e la sua linea. E’ l’unica persona al momento, in cui mi rivedo quando parla.
14 Maggio 2008 @ 09:25
concordo quasi completamente con posturaniusmo anche se bisogna cercare di camminare verso un cammino comune, vista l’assurdità di presentarsi alle elezioni con 4 partiti comunisti diversi(!!!)
14 Maggio 2008 @ 21:41
…chi ci sta, ci sta. Certo. E’ proprio così che si creano “nuove” Soggettività politiche. Non da una analisi dei bisogni, ma dal “chi ci sta, ci sta”. Ed allora io mi chiedo, con i Verdi e Sinistra Democratica che si sono ridotti (soprattutto SD) perchè molti sono già andati nel PD, se una minoranza di Rifondazione (solo una parte del ceto politico) decide di fare una “costituente arcobaleno” con quello che rimane dei Verdi, quello che rimane di SD e magari anche i Socialisti, quanto consenso potrebbero avere tenuto conto che, sicuramente, a Sinistra si creerà una costituente “comunista”? Questi “social-riformisti” si troverebbero schiacciati tra il PD ed una forza radicale della Sinistra, con un consenso che non adrebbe oltre il 2%. Che fare, se non entrare direttamente tutti nel PD per avere poltrone e posizioni di Potere?
Il “chi ci sta, ci sta” oggettivamente non può fare altro che portare a questo. Invece la soluzione non può che essere federativa, per tenere tutti dentro senza escludere nessuno.
Chi vuole necessariamente un “nuovo” Partito è solo qualcuno che vuole riciclarsi o che vuole potere ma che non ha fatto una reale analisi dei bisogni su cui dovrebbe nascere una Soggettività politica.